Pasta alla norcina | variante modenese

Non me ne vogliano umbri ed emiliani ma quel cotechino in dispensa era destinato ad una triste fine. Perché si sa, passate le feste natalizie, è davvero raro svegliarsi con il desiderio di mangiare cotechino a pranzo. E la data di scadenza non arriva, in genere, all’anno successivo.

ImmagineConsiderato che da quando ho lasciato Perugia non ho mai osato preparare la pasta alla norcina con la salsiccia locale (perché macinata più grossolanamente e molto meno speziata), ho azzardato questo ‘riciclo culinario’, pensando che il cotechino, a differenza della nostra salsiccia, è un macinato molto aromatico e dal sapore deciso che, tutto sommato, potrebbe ricordare quello della salsiccia umbra.

Velocissima quanto quella originale, il procedimento è davvero molto semplice:

ho cotto il cotechino secondo le istruzioni sulla confezione (in genere si fa bollire la confezione in sottovuoto in acqua abbondate per circa venti minuti);


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ho ridotto in poltiglia il salsicciotto dopo averlo privato della sacca; ho soffritto mezzo aglio tritato e unito la carne e la panna.

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Nel frattempo ho cotto la pasta (io ho preferito i rigatoni ma va bene qualsiasi pasta corta rigata) e, dopo averla scolata leggermente, l’ho saltata nel condimento (se mettete l’acqua per la pasta assieme all’acqua per il cotechino, dovreste scolarla proprio quando il condimento è pronto).
Infine, dopo avere impiattato, ho spolverato di Grana Padano (o Parmigiano Reggiano) e pepe.

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Gnamme!

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Pubblicato da Il panzariello

Elisa Panzariello, 34 anni. Interior designer, per non annoiarsi discute spesso con la grafica, la fotografia, la scrittura, la musica, la cucina. Le piace mordere il burro, andare al supermercato da sola, fare domande stupide, girarsi durante il film -al cinema- ed osservare le facce degli altri, guidare, leggere l'ultimo periodo di un libro -prima di iniziarlo a leggere-, bere la birra con la cannuccia, non avere mai al polso l'orologio ma chiedere spesso 'che ore sono?', il rumore del tappo del bagnoschiuma che cade sul pavimento, il caffè ma non il gelato al caffè. Non le piace l'arroganza, la smania del potere, l'ipocrisia, la bugia. Ha paura di se stessa e di tutte le sue fobie. Insomma, vive. Ma non troppo.

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