Coppa di Grana Padano e crepe al rosmarino con farfalle ai gamberetti e julienne di frittata di asparagi selvatici

Se un giorno vi sentite particolarmente creativi e pazienti, questa ricetta fa proprio al caso vostro.
Frutto di un intreccio di tre preparazioni differenti, questo piatto è l’ideale per un pasto all’inglese e cioè per un pranzo/cena che prevede un antipasto e un piatto unico. A dire il vero, la ricetta è nata per caso (più che ‘inglesi’ ha origini molto meno chic): i tempi sono quelli universitari quando apri il frigo (o il forno per eventuali avanzi) e improvvisi per esigenze di tempo/voglia/soldi. A volte però ti accorgi che quello che ne è uscito fuori è davvero notevole, tanto da scapparci la foto.

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Per la coppa:
Scaldare una padella bassa (tipo crepiera ) a fuoco vivo; una volta calda abbassate la fiamma a fuoco medio e coprite la superficie con il Grana (circa 2 Cc); lasciate fondere fino a che non si formerà una crosticina; a questo punto giratele e aspettate che si formi la crosticina anche sull’altro lato. Una volta formata la cialda, quando è ancora calda adagiatela su una ciotola capovolta per farle assumere la forma di una coppa e lasciate raffreddare completamente (per facilitare il distaccamento della cialda si può ricoprire la superficie esterna della ciotola con della pellicola trasparente).

Per la crepe:
Sbattete un uovo e un Cc di latte intero in una terrina, aggiungete un pizzico di sale e uno di rosmarino. Versate il composto in una crepiera (di ca. 25 cm di ⌀ -dipende dalle dimensioni delle coppe di Grana-) sulla quale avrete versato 1 cc di olio o una noce di burro; cuocete a fuoco lentissimo entrambi i lati (io giro la crepe solo una volta, cuocendola 2 min per lato)

Per la pasta:
In una padella mettete un fondo di olio EVO, un aglio schiacciato e privato dell’anima e, una volta in soffritto, aggiungete 4-5 pomodorini pachini spellati e tagliati a spicchi. Cuocete per circa 10 min. dopodiché unite 100 gr di gamberetti sgusciati e ridotti in poltiglia. Continuate la cottura per altri 2 min. Cuocete in acqua salata le farfalle, toglietele dal fuoco quando sono molto al dente, scolatele non completamente e versatele nella padella assieme al sugo. Continuate la cottura a fuoco vivo, saltando spesso e aggiungendo una manciata di pepe e prezzemolo tritato finissimo.

Per la frittata:
In una padella soffriggete uno scalogno tritato con olio EVO; una volta imbiondito, unite gli asparagi selvatici tagliati a tocchetti; soffriggete per circa 1 min a fuoco alto poi versate una tazzina di acqua calda. Salate e continuate la cottura finché l’acqua non si sia completamente assorbita. In una terrina, sbattete 2 uova intere con sale e pepe; versate il soffritto di asparagi nel composto e amalgamate per bene. Pulite con un panno assorbente il fondo della padella in cui avete cotto gli asparagi e versateci un cc di olio; una volta riscaldata per bene (oleate bene anche i bordi della padella), versateci il composto e cuocete bene su entrambi i lati. fate raffreddare e tagliate la frittata a striscioline sottili.

Assemblate il piatto come in foto.
N.B.: la frittata e la pasta devono essere preparate in contemporanea per far sì che siano calde al momento del servizio. La coppa deve essere fredda (altrimenti non potrebbe mantenersi rigida) mentre la crepe, anche se fredda, si riscalderà con la pasta.

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Durante la stesura di questo post, un caro amico mi scrive:

❝  Mi hanno regalato burro tartufato e tartufi bianchi. Faccio la solita tagliatella o cosa mi consigli? ❞

Bene, questa composizione si presta perfettamente ad ogni tipo di condimento, tartufo bianco incluso. La coppa sarà di Parmiggiano Reggiano con l’aggiunta di un mezzo cc di tartufo grattuggiato finissimo. La crepe non verrà aromatizzata al rosmarino ma sarà una crepe semplice, magari arricchita solo di qualche fogliolina di maggiorana. La pasta sarà all’uovo (perfetti i tagliolini in sostituzione delle solite tagliatelle/pappardelle) ma andrà bene anche quella secca (tipo mezze maniche o il classico maccherone) saltata in padella con il burro tartufato, un paio di foglie di salvia (o anche maggiorana se l’hai aggiunta alla crepe) e, per finire, il tartufo bianco a scaglie sottili.

Ah, il vino:

❝  L’abbinamento di piatti che prevedono l’uso del tartufo non è affatto semplice, anzi. Diverse sono le scuole di pensiero che dividono i sommelier, alcuni propendono verso vini rossi maturi, morbidi e poco tannici, altri invece verso vini bianchi aromatici. E’ d’obbligo una macro-distinzione: se parliamo di tartufo nero estivo (scorzone), il quale interpreta la terrosità di un bosco,  personalmente opterei verso un Erbaceo di Colli della Murgia, vino sapido e asciutto, dalla brillante acidità e dai chiari sentori di erba sfalciata.
Il Re dei tartufi, quello bianco pregiato (con grande dirompenza di profumi di idrocarburi) è e deve restare il re indissoluto anche della vostra tavola; pertanto necessita certamente di un vino importante, ma che non deve prevalere su un grande ingrediente qual’è il tartufo bianco. Consiglio un abbinamento con qualche Riesling tedesco, meglio se Prum Kabinett. 

[Da www.vinicolamente.blogspot.it]

Per la ricetta con gamberi e asparagi (con la grande prevalenza di formaggio e uova) ottimo è il Müller-Thurgau dell’azienda agricola Moser o comunque un vino bianco aromatico e fermo con marcate note erbacee, per reggere il sapori forti del piatto.

 

 

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