Antonio Morinelli, direttore d’orchestra sul blu di Pioppi, conduce gli ingredienti con tocco lieve, regolando ingressi e pause senza mai sovrastare: così le loro voci pure si fondono, dando vita a composizioni limpide e armonie che solo il mare sa suggerire.

Una terrazza sospesa sul blu di Pioppi, il sole che abbraccia, e il mare che arriva nei piatti prima ancora che negli occhi.
Alla tavola di Antonio Morinelli, da Suscettibile, la prima impressione è olfattiva, quasi istintiva: una freschezza netta, immediata, che passa soprattutto dall’olio — elemento cardine, mai accessorio — capace di accompagnare e amplificare, in particolare nei crudi, senza mai sovrapporsi.
È un filo continuo che attraversa il pasto e che trova una chiusura naturale in un pane fuori definizione: non pane, non focaccia, ma una presenza autonoma che recupera il senso più autentico del cestino a tavola, elevandolo a un vero e proprio piatto. Non accompagna, completa. Raccoglie, letteralmente, e restituisce ogni traccia, trasformando il gesto finale della scarpetta in parte integrante dell’esperienza.
Sui crudi, il commento si riduce all’essenziale: materia e intervento minimo. L’olio, ancora, gli odori mediterranei vivi e immediati, raccolti nell’orto. E il sale. Fiocchi che potrebbero sembrare dettaglio einvece incidono con precisione, esplodono al palato, stimolano, allungano il gusto e impongono un ritorno al boccone.
La mano c’è, ma si ritrae: non interviene per trasformare, piuttosto per accordare. Come un direttore d’orchestra che non suona al posto degli strumenti, ma ne regola ingressi, pause e intensità, lasciando che siano gli ingredienti a esprimersi, ciascuno con la propria voce. Il risultato è una composizione limpida, in cui tutto accade senza attrito, senza sovrastrutture, con una naturalezza che sembra inevitabile.
La selezione dei vini segue la stessa traiettoria: centrata, coerente, alternativa.
Tra i tanti, sorprende per nitidezza e identità Invitta Fiano di Morigerati: un progetto che nasce nel cuore del Cilento, nel Parco del Cilento e Vallo di Diano, e che concentra in una sola etichetta il lavoro di vigne tra i 600 e gli 800 metri, su suoli diversi ma complementari. Nel calice è luminoso, attraversato da una mineralità che richiama immediatamente la brezza marina. Il sorso, infatti, è salino, con una chiusura iodata e balsamica che dialoga con naturalezza con la cucina, restando amabimente, senza invadenza.
E su quella terrazza, in quel calice, la suggestione è precisa: come se il mare, a un certo punto, trovasse un altro modo per arrivarti dentro.
Suscettibile è un indirizzo che non tradisce. Raro, oggi, quasi quanto il silenzio del mare.

Alici di Pioppi a Pioppi/ Il pane “suscettibile”





Tartare di pescato del giorno (tonno)


Zuppa di pesce con spaghettoni spezzati



“L’Invitta” Fiano Mediterraneo di Morigerati / Tempa di Zoè

L’amabilissimo cestino porta borsa ai piedi del tavolo
SUSCETTIBILE — PIOPPI
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