Le stelle stanno in cielo (e in cucina), non su TripAdvisor.
Ci sono due tipi di persone al mondo: quelle che scrivono recensioni online e quelle che le leggono chiedendosi, per esempio, se davvero “le sedie erano troppo scomode” oppure se non fossi tu che volevi stare seduto per tre ore come sul tuo divano di casa, con le ciabatte ai piedi e la tua postura da maratona di serie TV. Hai prenotato un ristorante, non un loft in cui accasciarti fino al giorno dopo.
Io appartengo alla terza categoria: quella che vorrebbe spegnere questo enorme megafono universale del giudizio digitale. Perché, ammettiamolo, giudicare è un affare complicato, un atto serissimo: non puoi criticare un locale solo perché non combacia con il tuo personale decalogo del gusto; non puoi pretendere di valutare negativamente un posto solo perché non risponde ai tuoi desideri personali, quando tu quei desideri li hai formati in base a un’immagine completamente diversa da ciò che il ristorante propone.
C’è chi si lamenta perché “il pesce sapeva di mare”, chi pretende una carbonara in una paninoteca vegana, chi si lascia guidare da cinque stelline come se fossero una personale Via Lattea della certezza culinaria.
E poi ci sono io, anima persa che cerca risposte nella filosofia dei piatti, nella visione di cuochi che studiano tecniche, consistenze e ingredienti che magari neanche conosco, ma che cerco di comprendere come si cercherebbe di capire un film d’autore senza trama apparente.
E così, io e il mio partner in dine arriviamo a Bulle, a Trecchina. Un ristorante che inseguo da mesi — forse anni — e che ogni volta, quando era lì a un passo, svaniva: micro disgrazie, malanni vendicativi, meteoriti… sempre qualcosa che mi costringeva a disdire. Poi, all’improvviso, la prenotazione giusta nel giorno giusto: noi due stravolti dal ritorno di un viaggio di lavoro lampo ma con l’entusiasmo di chi ha appena avvistato un’oasi nel deserto.
Prendiamo la traversa che si getta verso il ristorante, lasciandoci alle spalle un’inaspettata quanto gremita Festa della Castagna. Ci ritroviamo a camminare in mezzo a una piccola comitiva, guidata da un signore che, col cellulare sollevato, dice: «Andiamo qui perché ho visto che ha tutte le stelle». E, intanto, un fulmine di fuoco mi attraversa.
Arriviamo alla porta del locale. Io mi fermo per la solita foto all’insegna e il signore mi supera ed entra. Noi rimaniamo sull’uscio, con i pop corn caldi in mano. Parte “Il lato oscuro delle stelline — episodio pilota”: «Pizza?» chiede serafico. Peccato cerchi una pizzeria. E peccato (o per fortuna) Bulle non lo sia.
Io per arrivare qui ho peregrinato. Lui ha visto un numero. Fine della ricerca. Buio, luci in sala.
Entriamo. E quando stringo la mano a Disma e vedo il nostro tavolo in fondo, sorrido e quasi stringo gli occhi: farfalle nello stomaco. Finalmente Bulle.
Qui apro una parentesi fondamentale: io non scrivo recensioni. Non leggo recensioni per scegliere un posto, non scrivo recensioni per “far scegliere” un posto. Io limito a raccontarlo. E lo racconto solo quando mi piace. Perché i miei spazi sono diari che collezionano cose che mi fanno bene: posti che curano giornate storte, persone che ti restano dentro, esperienze piccolissime e potentissime che scrivono ricordi indelebili.
Nell’universo Bulle tutto è punk, tutto è rock, anche quando sembra classico, elegante, pacato. Ogni piatto è un assolo improvviso, una distorsione che spiazza, un riff che smuove. Una colonna sonora spontanea, perfetta.
E allora farò questo: nessun racconto dei piatti. Vi lascio solo queste infinite parole, qualche fotografia, e la musica che mi è partita in testa ad ogni boccone, sperando che anche a voi — se mai passerete da lì — parta una playlist da brividi.
In definitiva: Bulle mi ha fatto stare esattamente come speravo di stare, dopo tanta, troppa attesa. E quando dico “andateci” non è un consiglio: è un augurio.
Alla cucina estemporanea, a chi osa, a chi sperimenta, a chi manda all’aria lo spartito. A Mariano e Disma. A Bulle.
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➖ Beurre Noisette 🎵 “Blitzkrieg Bop” — Ramones
➖ Sarda affumicata, cipolla fritta 🎵 “Anarchy in the U.K.” — Sex Pistols
➖ Hummus, pomodoro, rucola, gamberi 🎵 “Starpower” — Sonic Youth
➖ Babaganoush, labna, spada affumicato 🎵 “Cheat” — The Clash
➖ Ravioli di ricotta, porcini, cavolfiore, tuorlo, tartufo nero 🎵 “Disorder” — Joy Division
➖ Polpo grigliato, chimichurri, ketchup di polpo 🎵 “Drain you” — Nirvana





🎵 “Blitzkrieg Bop” — Ramones


🎵 “Anarchy in the U.K.” — Sex Pistols

🎵“Starpower” — Sonic Youth


🎵“Cheat” — The Clash


🎵“Disorder” — Joy Division

🎵“Drain you” — Nirvana








Bulle — Bistronomie & Boulangerie
Via Palazzo, 38, 85049 Trecchina PZ, Italia
WhatsApp: +39 331 619 3180
info.bulletrecchina@yahoo.com