Ode al carciofo

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Ma quanto sono buoni i carciofi? E quante deliziose ricette vengono fuori se in cucina abbiamo un mazzo di questi splendidi fiori! Si possono preparare in tantissimi modi:
crudi, tagliati a fettine e conditi con olio, limone e menta (se sono giovani e teneri); bolliti e conditi con olio, sale e pepe, oppure impastellati e fritti o ancora ripieni e cotti nel sugo di pomodoro. Con i carciofi si preparano insalate, zuppe, minestre, torte, risotti e tutto quello che ci permette di creare la nostra fantasia.
Le preparazioni più famose sono i carciofi alla giudia alla romana ma anche tagliati a spicchi e fritti (in Campania, questa preparazione fa parte del fritto misto). Inoltre li troviamo come contorno alla farinata di ceci ligure.
Io li adoro saltati in padella con aglio, olio, peperoncino e una manciata di prezzemolo… così, semplici semplici. Ma li utilizzo spesso anche nelle frittate.
L’ho sempre visto, il carciofo, come il tipico ingrediente ‘top’ della cucina anni ’80, la famosa mari e monti. Ma non credo alle mode in cucina e quindi non vi nascondo che, a doverlo utilizzare come condimento per la pasta o riso, mi piace moltissimo accostato ai gamberi o alle vongole.
Insomma… assieme alle rape, ai fagioli e ai funghi porcini, è un ingrediente che potrei mangiare fino all’intossicazione!

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Tipologie:

Precoce: da Chioggia a Paestum, da Jesi a Catania, molte aree vocate alla produzione vantano anche una varietà con i caratteri della primizia: colore chiaro, brattee più tenere, foglie commestibili. Una combinazione perfetta per le fritture. Primo raccolto in autunno.
Mammola: dipinto già nelle tombe etrusche di Tarquinia, rappresenta la versione gentile, compatta, senza spine e con poca barba interna. Due le protezioni Igp: tondo di Paestum e romanesco (o cimarolo). È la verdura principe della cucina ebraico-romana
Spinoso: robusto e di gusto deciso, ha forma affusolata e lunghe, rigide spine dalle sommità verdi-violacee. La gran parte della produzione totale (oltre il 90%) arriva dalla Sardegna (spinoso sardo). Si raccoglie da settembre a primavera inoltrata.
Violetto: comprende le tipologie Mammola e Spinoso. Colore netto e lunga stagione di fioritura per diverse varietà pregiate tra cui il precoce di Schito (ma non del comune di Gioi!), il violetto di Sant’Erasmo, il carciofo della Val di Cornia e il violetto catanese.
Bianco: all’interno del Parco nazionale del Cilento, sulle terrazze del Comune di Pertosa, tra 300 e 700 metri d’altezza, si coltiva una varietà di colore bianco-verde-argenteo, privo di spine. Ha sapore dolce e delicato, perfetto per pinzimoni e conserve sott’olio.
[fonte: cucina.temi.kataweb.it]

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Credo che questo sia l’unico blog di cucina che pubblicizza a raffica altri blog di cucina.
Ve l’avevo scritto che questo era un blog poco serio.
Ma, parlando seriamente invece, credo che il ricercare costantemente sia motivo di stimoli sempre nuovi e sempre più forti. Poi ti capita di aprire pagine meravigliose e senti quasi l’obbligo di condividere con altri la tua scoperta.

Sono senza macchina fotografica da più di un mese ormai e in attesa di farvi entrare di nuovo nella mia cucina con qualche reportage, voglio condividere presentarvi l’ennesima -piacevole- scoperta nel mondo dei Food Blog (ed una sua ricetta): laviadellespezie.blogspot.it

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Pate di carciofi

La spesa:
carciofi

olio evo
scalogno
sale
pepe
yogurt magro
2 foglie di menta
limone
scaglie di grana
farina
aceto di vino bianco

Preparazione:
Pulire i carciofi; tagliarli sottili (tenerne un po’ da parte crudi per la decorazione); bollirli in acqua in cui sono stati sciolti 2 cucchiai di farina e un cucchiaio di aceto di vino bianco (se si cucinano in questa soluzione restano bianchi, vale anche per i cardi).
In una padella far rosolare in cucchiaio di olio, dello scalogno tritato (o cipolla, porro…), aggiungere i carciofi, lasciarli insaporire per qualche minuto, regolare di sale e pepe e lasciar raffreddare.
Trasferire i carciofi nel bicchiere del frullatore ad immersione, unire 2 foglie di menta, 2 cucchiai di yogurt magro, un cucchiaino di olio e frullare (deve risultare una purea densa, se è troppo asciutta unire poco yogurt alla volta).
Regolare di sale.
Condire i carciofi  tenuti da parte con il succo di limone, sale, pepe e poco olio. Posizionare un coppapasta su di un piatto, riempirlo con il patè, compattarlo, decorare con l’insalata di carciofi, qualche scaglia di parmigiano, scorza di limone e un po’ di menta tritata.
Servire con del pane tostato.

 

Curiosità: Pablo Neruda, ha dedicato una poesia a questo bellissimo ‘fiore’ dell’orto. Lo sapevate? Il poeta dell’amore, della natura e della passione civile scrive un’ode al carciofo, inserendo la poesia in “Ode al vino e altre odi alimentari”. Eccola:

Il carciofo dal tenero cuore si vestì da guerriero,
ispida edificò una piccola cupola,
si mantenne all’asciutto sotto le sue squame,
vicino al lui i vegetali impazziti si arricciarono,
divennero viticci,
infiorescenze commoventi rizomi;
sotterranea dormì la carota dai baffi rossi,
la vigna inaridì i suoi rami dai quali sale il vino,
la verza si mise a provar gonne,
l’origano a profumare il mondo,
e il dolce carciofo lì nell’orto vestito da guerriero,
brunito come bomba a mano,
orgoglioso,
e un bel giorno,
a ranghi serrati,
in grandi canestri di vimini,
marciò verso il mercato a realizzare il suo sogno:
la milizia.
Nei filari mai fu così marziale come al mercato,
gli uomini in mezzo ai legumi coi bianchi spolverini erano i generali dei carciofi,
file compatte,
voci di comando e la detonazione di una cassetta che cade,
ma allora arriva Maria col suo paniere,
sceglie un carciofo,
non lo teme,
lo esamina,
l’osserva contro luce come se fosse un uovo,
lo compra,
lo confonde nella sua borsa con un paio di scarpe,
con un cavolo e una bottiglia di aceto finché,
entrando in cucina,
lo tuffa nella pentola.
Così finisce in pace la carriera del vegetale armato che si chiama carciofo,
poi squama per squama spogliamo la delizia e mangiamo la pacifica pasta
del suo cuore verde.

[Fotografie da: mattpolitanophotography.com, leeksoupblog.com e laviadellespezie.blogspot.it]

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1 commento
  1. Manuela ha detto:

    Ma grazie, anche il tuo blog è stata una piacevole scoperta!!!! Fa effetto veder riportata una propria ricetta su un altro blog, ancora grazie , a presto Manu.

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